Di questi tempi le antenne più sensibili sono quelle dei cineasti. Moretti ha visto e raccontato in anticipo le evoluzioni del potere in Italia, quello politico e quello religioso. Ora è il momento di dare il giusto peso a “Le idi di marzo” di Clooney, che era parso un film bello ma ordinario. E che ha avuto il merito invece di suggerire una chiave di lettura di questo secondo mandato democratico, cogliendo d’anticipo  i venti gelidi, i veleni e le paranoie che evidentemente vi spirano dietro.

(P.s. Per tacere della luce poco amichevole che PRISM getta sulla patina progressista dei signori della rete e dei social network… ).

2013.06.09 Visto al cinema