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Toh!

E’ fiorito ancora il ciliegio nell’orto del gasometro.

Fuoriperuncaffe

Nomenomen

Una pratolina, il suo nome è Bellis perennis.

Evidentemente succede con i presidenti come per i bambini e i cani, non puoi parlarne bene che subito ti combinano una marachella. In un post di marzo (Requisiti essenziali) avevo elogiato Napolitano per la fedeltà alla Costituzione, nel solco di Scalfaro e Ciampi, e lui subito ti inventa i saggi, con un’interpretazione forte e inedita del suo ruolo presidenziale.

Siamo dentro o fuori i limiti previsti? Chi lo sa, del resto Ratzinger ha mostrato con le sue dimissioni come si possa riformare irreversibilmente un istituto ben più longevo, come quello papale, applicando semplicemente quanto è già scritto nella Costituzione, quella pontificia naturalmente.

Le foto di Pio Russo Krauss mostrano l’errore clamoroso fatto dai Monti Lattari che, anziché allinearsi in senso appenninico, sbagliano strada, incuneandosi profondamente nel mare. Di qui l’assoluta particolarità di ecosistemi e paesaggi perché, come ha scritto Riccardo Motti, solo qui trovi compressa in meno di due chilometri tutta la sequenza di ambienti mediterranei, dalla vegetazione marittima alle faggete montane. E’ in posti come questi che capisci che bisogna andarci piano a dire “Mediterraneo”: nelle neviere del Faito, sotto le foglie di faggio, la neve resisteva fino ad agosto, ed il ghiaccio veniva venduto in città per i sorbetti.

Con l’associazione “Marco Mascagna” Pio organizza tutto l’anno passeggiate alla scoperta dei paesaggi e della natura in Campania, luoghi incredibili, più o meno noti, a un tiro di schioppo dalla città, con andata e ritorno nell’arco della giornata.

Le foto sono di un’escursione di fine inverno lungo il Sentiero degli Dei, da Nocelle a Bomerano.

Di questi itinerari Pio conosce ogni particolarità, la storia, gli aspetti naturalistici, gli scorci, le difficoltà. I tragitti che propone sono alla portata di tutti, possono essere affrontati senza particolare preparazione.

Pio è pediatra nel servizio sanitario nazionale, organizza programmi di educazione sanitaria e ambientale cui hanno partecipato in questi anni migliaia di insegnanti e studenti delle scuole pubbliche napoletane. E’ una delle figure più importanti dell’ambientalismo democratico a Napoli.  Il suo modo di fare è particolare: niente retorica né proclami, ma una seria documentazione, l’analisi fredda dei dati, il ragionamento, il confronto, la tenacia, la fedeltà a un’idea di servizio pubblico.

Uno strano tedesco a Napoli. Per molti di noi, un riferimento.

 

Il sito dell’Associazione Marco Mascagna: http://www.giardinodimarco.it/

La pagina facebbok dell’Associazione: https://www.facebook.com/pages/Associazione-Marco-Mascagna/204873329551070

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Per comprendere “Campagna flegrea”, l’opera di Barbara Yulak Roos, bisogna far ricorso a un termine anglosassone – land, magica parolina – che non ha un suo preciso corrispondente nella lingua italiana, e che serve a designare una certa porzione della superficie terrestre con tutti i suoi attributi fisici ed ecologici: morfologia, suolo, idrologia, clima, vegetazione.

Barbara esprime il legame con il land della sua vita, le terre struggenti e martoriate dell’area napoletana, rappresentandole con il suo sguardo, che è profondamente artistico e profondamente scientifico allo stesso tempo, cogliendone l’identità e l’essenza ecologica, al di là del doloroso caos che le trasformazioni dell’ultimo cinquantennio hanno creato.

Se il nostro agire scomposto ha comportato frammentazione, disgregazione del paesaggio, perdita di identità e di senso, il recupero di un giudizio di valore sui luoghi della nostra vita richiede secondo Barbara l’adozione di un punto di osservazione lontano nel tempo e nello spazio, che si ricongiunga alla lunga durata, al flusso della storia naturale, e che ci aiuti a cogliere la continuità, l’unitarietà, l’integrazione dei paesaggi e degli ecosistemi, il pulsare dell’acqua, della terra e della vita, anche sotto la sottile crosta, negli interstizi dei disordinati habitat urbani che costituiscono l’ambiente della nostra povera quotidianità.

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Barbara Yulak Roos espone le sue opere, tra le quali “Campagna flegrea”, presso la Fonoteca in via Morghen, al Vomero.

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Fabrizio Cembalo, a Pasqua, dalla penisola.

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Piccole creature in un prato fiorito, a l’Aquila.

Beppe Grillo ora cita Noam Chomsky e il suo “La democrazia è una luccicante scatola vuota”. Prima c’era stato l’attacco all’articolo 67 della Costituzione che prevede, come tutte la altre costituzioni democratiche nel mondo, il sacrosanto divieto di mandato imperativo per i parlamentari, che devono poter fare liberamente le loro scelte, senza la pistola puntata dello streaming.

Quello che si percepisce è un’insofferenza per le regole, la convinzione che tutti questi formalismi (pazienza se si tratta della Costituzione e delle leggi della Repubblica), non possano limitare, ostacolare, procrastinare l’azione salvifica degli interpreti autentici ed esclusivi del cambiamento, la cui eticità  nessuno può mettere in discussione.

Sembrano cose che non stanno in piedi, ma l’aria che tira è questa, ed è un’aria pericolosa. Poi a me le scatole piacciono, sono oggetti utili, a cominciare da quella più grande, che è la nostra Costituzione.

Certo, sono contenitori da riempire, come ricordava Piero Calamandrei nel ’55 agli studenti milanesi: “La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.” Il disprezzo, aggiungerei.

Diresti che è inverno, e invece sono fioriti i mandorli sul colle della Madonna delle Grazie, tutt’intorno la chiesa medievale ferita, a Coppito, dove i fiumi de l’Aquila si incontrano, il Raio e l’Aterno.

Che mistero il mandorlo. E’ la pianta che offre di più, chiedendo meno. Cresce senz’acqua, quasi senza terra, sui calcari denudati per l’uso secolare. Albero di sobrietà assoluta, figlia di necessità. Eppure c’è un momento, pochi giorni, al termine della stagione morta, che tocca a lui, lui solo, di esprimere quanta bellezza ed eleganza c’è ancora in giro, gratuitamente, nel cosmo.

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