Sarà difficile spiegare quello che è accaduto. Come, un parlamento con una maggioranza numerica in teoria orientata al cambiamento, si sia consegnato impotente nelle mani del presidente.

Come nel castello di Atlante, i nostri paladini hanno inseguito ognuno un proprio sogno, combattendosi anche tra loro. Senza accorgersi che questa volta Atlante aveva solo il 25%. Non capiterà più.

nelcastello

Cinquant’anni fa la Pacem in terris. In un mondo dilaniato dalla guerra fredda, l’esortazione : “Non si dovrà però mai confondere l’errore con l’errante…”.

L’errante è colui che sbaglia, ma anche colui che ricerca, il viaggiatore…

Prima c’era stata l’esortazione di Roncalli: ”Se incontri un viandante non chiedergli da dove viene: domanda dove sta andando”.

A rileggere l’enciclica, colpisce l’assonanza profonda con i principi di democrazia sociale, economica e politica  che sono alla base della costituzione repubblicana.

Penso che anche in giorni amari come questi, il senso del nostro lavoro, il contributo infinitesimo all’avanzamento dell’interesse generale, del bene comune, rimanga quello di costruire ponti, alleanze tra diversi.

La vita è breve, non credo convenga mai azzerare tutto: occorre il coraggio e l’immaginazione per risolvere i problemi utilizzando in modo nuovo i mattoni dei quali già disponiamo: l’intelligenza, l’umiltà di riconoscere e valorizzare il lavoro di chi ci ha preceduto.

Vestizionedeltiglio

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Alla fine Bersani si è accordato con B. sul nome di Franco Marini.  Nella cruenta assemblea notturna la proposta ha raccolto 222 voti, i grandi elettori del centrosinistra sono 495. Un disastro politico. Il carisma e il prestigio internazionale del candidato sono indiscutibili, da presidente di bocciofila emerito, ma l’aria paesana non inganni: il Lupo della Marsica (sic! Questo il soprannome del nostro) con Baffino e il vacuo Bertinotti è stato protagonista della caduta del primo governo Prodi, e questo il centrodestra non lo ha dimenticato. Al cospetto il sognante Rodotà appare ora un gigante. Che Dio ce la mandi buona.

La nave dei folli

Eddy Salzano dal Ruanda, dove si trova con Ilaria, che lì insegna all’università, mi ha sollecitato un commento per Eddyburg sulla situazione napoletana. Ho cucinato insieme alcuni post di Horatio. Il risultato all’indirizzo http://www.eddyburg.it/2013/04/declino-napoletano.html

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Borago

Piccole stelle di blu elettrico a bordo strada, la borragine (Borago officinalis).

Coquelicot

In un vecchio pruneto, il primo rosolaccio (Papaver rhoeas). In Francia è il coquelicot, come il verso del gallo dalla cresta rossa.

Poi naturalmente c’è la questione di Bagnoli, le indagini, il sequestro delle aree, la brutta storia di una bonifica truffaldina che addirittura avrebbe peggiorato le cose.

Cosa dire? Quando arriva la magistratura il danno è già fatto, la distruzione dolorosa di tempo, risorse, fiducia e prospettiva è oramai irreversibile.

L’errore è quello di considerare le grandi bonifiche come operazioni meramente tecniche, di competenza di specialisti, esperti di cose troppo complicate da spiegare ai cittadini comuni.

Nei paesi civili, invece, le grandi bonifiche industriali sono operazioni all’insegna del pragmatismo, della sobrietà, con un forte controllo politico e partecipazione sociale. Gli obiettivi, le tecniche e i tempi sono chiaramente definiti, le risorse sono quelle strettamente necessarie, i controlli periodici estremamente efficienti.

Qui per più di due lustri abbiamo delegato la gestione esclusiva delle operazioni ad un ente strumentale – la società di trasformazione urbana –  che ha operato in solitudine, senza rapportare periodicamente alla città e ai suoi amministratori, senza spiegare niente, spendendo per di più una barca di soldi. Come se la bonifica non fosse parte del progetto urbanistico complessivo, ma un affare a sé stante.

Ad ogni modo, io penso che la responsabilità politica prevalga su quella dei tecnici infedeli.

In questioni come queste, lo si voglia o no, sono il sindaco, la giunta, il consiglio a dover sovrintendere alle operazioni, esercitando il diritto/dovere di controllo, ma anche di impulso, mettendo in gioco tutto il capitale politico e istituzionale disponibile, nei confronti dei livelli di governo superiori: regione, stato, commissione europea.

Non ci sono scorciatoie. Anche oggi, quando siamo al punto più basso, resta questa la strada da intraprendere, aprendo un dialogo trasparente con la città, definendo rapidamente un nuovo programma, un modo di procedere.

Con la speranza che la lezione sia stata appresa per sempre, che i margini residui di credibilità siano ancora sufficienti.

Alta infedeltà

L’istituzione a Chiaia della zona a traffico limitato, che ha scatenato proteste che non si vedevano da più di trent’anni in città, non funziona per molteplici ragioni, di contesto ma anche di merito.

I provvedimenti si calano infatti in una città già in agonia a causa di una triplice crisi.

Crisi economica innanzitutto, con le attività commerciali in ginocchio e i negozi di quartiere che chiudono.

Crisi del trasporto pubblico, con le società partecipate in dissesto, che non riescono più a garantire un decente livello di servizio.

Crisi del sistema di manutenzione della città, con il corpo fisico dell’urbs che cade a pezzi: le buche stradali e i palazzi che crollano sulla riviera sono aspetti differenti di uno stesso problema.

Poi ci sono gli aspetti di merito. Le pedonalizzazioni erano già previste dal Piano della rete stradale primaria, approvato dal comune tredici anni fa, ma lì erano inserite in una strategia generale. Che prevedeva di qualificare la rete stradale primaria, la rete di strade a maggiore capacità in grado di connettere le diverse parti della città, garantendo una mobilità quanto più possibile non veloce, ma fluida. E di pedonalizzare gradualmente la viabilità di quartiere di rango inferiore, nelle insule delimitate dalla viabilità primaria. Si assicurava così nel contempo lo spazio di vita per la gente, e un sistema circolatorio efficiente.

Le pedonalizzazioni di de Magistris occludono come emboli l’organismo della città, con gli effetti che i napoletani sperimentano in questi mesi difficili.

Brutta bestia il nuovismo, l’incapacità di sceverare, di apprezzare quanto di buono c’è nel lavoro di chi ci ha preceduto, magari migliorandolo, facendolo progredire, forti di una maggiore esperienza.

Siamo una comunità fragile, che riparte sempre da zero, senza storia e memoria, è un brutto guaio.

Pubblicato su Repubblica Napoli del 13 aprile 2013 col titolo “Le pedonalizzazioni sbagliate”.

Toh!

E’ fiorito ancora il ciliegio nell’orto del gasometro.

Fuoriperuncaffe

Nomenomen

Una pratolina, il suo nome è Bellis perennis.

Evidentemente succede con i presidenti come per i bambini e i cani, non puoi parlarne bene che subito ti combinano una marachella. In un post di marzo (Requisiti essenziali) avevo elogiato Napolitano per la fedeltà alla Costituzione, nel solco di Scalfaro e Ciampi, e lui subito ti inventa i saggi, con un’interpretazione forte e inedita del suo ruolo presidenziale.

Siamo dentro o fuori i limiti previsti? Chi lo sa, del resto Ratzinger ha mostrato con le sue dimissioni come si possa riformare irreversibilmente un istituto ben più longevo, come quello papale, applicando semplicemente quanto è già scritto nella Costituzione, quella pontificia naturalmente.

Le foto di Pio Russo Krauss mostrano l’errore clamoroso fatto dai Monti Lattari che, anziché allinearsi in senso appenninico, sbagliano strada, incuneandosi profondamente nel mare. Di qui l’assoluta particolarità di ecosistemi e paesaggi perché, come ha scritto Riccardo Motti, solo qui trovi compressa in meno di due chilometri tutta la sequenza di ambienti mediterranei, dalla vegetazione marittima alle faggete montane. E’ in posti come questi che capisci che bisogna andarci piano a dire “Mediterraneo”: nelle neviere del Faito, sotto le foglie di faggio, la neve resisteva fino ad agosto, ed il ghiaccio veniva venduto in città per i sorbetti.

Con l’associazione “Marco Mascagna” Pio organizza tutto l’anno passeggiate alla scoperta dei paesaggi e della natura in Campania, luoghi incredibili, più o meno noti, a un tiro di schioppo dalla città, con andata e ritorno nell’arco della giornata.

Le foto sono di un’escursione di fine inverno lungo il Sentiero degli Dei, da Nocelle a Bomerano.

Di questi itinerari Pio conosce ogni particolarità, la storia, gli aspetti naturalistici, gli scorci, le difficoltà. I tragitti che propone sono alla portata di tutti, possono essere affrontati senza particolare preparazione.

Pio è pediatra nel servizio sanitario nazionale, organizza programmi di educazione sanitaria e ambientale cui hanno partecipato in questi anni migliaia di insegnanti e studenti delle scuole pubbliche napoletane. E’ una delle figure più importanti dell’ambientalismo democratico a Napoli.  Il suo modo di fare è particolare: niente retorica né proclami, ma una seria documentazione, l’analisi fredda dei dati, il ragionamento, il confronto, la tenacia, la fedeltà a un’idea di servizio pubblico.

Uno strano tedesco a Napoli. Per molti di noi, un riferimento.

 

Il sito dell’Associazione Marco Mascagna: http://www.giardinodimarco.it/

La pagina facebbok dell’Associazione: https://www.facebook.com/pages/Associazione-Marco-Mascagna/204873329551070

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FOTO 2web

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